Lo scudo di Talos di Valerio Massimo Manfredi

Valerio Massimo Manfredi mi ha sempre colpito molto sia come Archeologo sia come presenza in Tv.
In televisione dove lo si vedeva maggiormente, riusciva a trasmettere quella voglia e quella curiosità per la scoperta della storia come pochi altri (gli altri sono Piero e Alberto Angela) e a questo va sicuramente il mio plauso. A livello letterario però ho sempre fatto una fatica estrema a leggerlo. I suoi libri infatti erano e sono, ancora a mio avviso, lenti e di difficile interpretazione. Ma forse dipende solo da me se non siamo compatibili, magari semplicemente non mi piace e mi perdo via.
Anche quando discorro con qualche amico dei suoi libri, sento sempre opinioni fortemente discordanti, quasi come a dire che alcuni siano molto belli, mentre altri non sembrino neppure scritti da lui!

Lo scudo di Talos, mi è stato proposto ad una bancarella di libri usati a Porto Garibaldi durante un week end di inizio estate, dove le feste di paese sono all’ordine del giorno. Stavo infatti ravanando con grande piacere sul banco in cerca di qualche romanzo, quando ho iniziato a discorrere con il simpatico e capace mercante. Lo stesso, molto gentilmente e dopo avermi ascoltato, mi ha consigliato questo vecchio/ consunto/ smangiato libro a detta sua di grande fascino, uno dei primi libri di Valerio Massimo Manfredi, chiamato ” lo scudo di Talos”.
Il libro era così vissuto, sottolineato e pieno di messaggi d’amore di questa tale ragazza (probabilmente lo aveva “studiato” a scuola) da risultare maledettamente affascinante. E così mi sono detto: “WOW” proviamoci, spendiamolo questo euro!
Diciamo che forse ora ho capito del perché cercasse di disfarsene! Malediz****!

Così il giorno dopo ho iniziato con grande enfasi la sua lettura, arenandomi però quasi subito a metà libro. Nonostante la storia sia di per sé molto bella, imperniata di grandi personaggi realmente/ possibilmente esistiti, manca di quel qualcosa capace di dare tono ad un romanzo piatto e di difficile lettura ed interpretazione. Il problema principale era quello di non riuscire a coinvolgermi in una lettura attenta. Questo libro era mancante di una narrazione fluida, dove le descrizioni risultavano prive di particolari allettanti. Ho fatto grande fatica ad immergermi nella sua storia. Questo romanzo così come è costruito sembra più un libro di storia, scolastico.

Ho tenuto duro fino alla fine, ma la triste verità è che il libro è estremamente noioso e/o forse (non posso nasconderlo) troppo difficile per me. Non salvo neanche la fine mitologica del personaggio uscito di scena alla chetichella sotto un’aura magica.
Sono e rimango perplesso. Cosa ho letto? Un romanzo? Un libro di storia?
Sicuramente: noioso.

Il libro lo trovate qui.

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 Massimo Valerio Manfredi

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