Han Solo guerriero stellare di Brian Daley

Che dire? FINALMENTE STAR WARS!

Libro del vecchio canone, edito nel 1979 e pubblicato nel 1980 in Italia attraverso Urania, porta lo scrittore Brian Daley a scrivere una trilogia incentrata su Han Solo e Chewbacca nel periodo che va dal capitolo IV al capitolo V. La trilogia viene localizzata in italiano solo per il primo titolo. Gli altri due si trovano solo in lingua originale in formato ebook.

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Ma torniamo al nostro libro: FINALMENTE STAR WARS! Sì, perché questo libro fa parte del vecchio canone, quello abrogato da mamma Disney. Fa parte di quella fantascienza fumettosa, nuda e cruda, senza particolari velleità (quindi bella!).
Daley ci presenta infatti un libro dove le vicende di Solo e Chewie sono reali e tangili, senza fronzoli, dove viene rispecchiata a pieno l’interpretazione degli attori originali. Tutto dalla prima parola fino all’ultima aiuta la nostra immaginazione e quindi immedesimazione. Vestiti, battute, aneddoti, tutto coincide con quello che ci aspetteremo e forse un po’ di più.
Daley infatti, non prevedendo la Disney (giustamente lo scrisse ben 39 anni fa), riuscì nel farci leggere non solo un fantasy, ma anche una sorta di “vera” fantascienza, menzionando almeno alcuni processi fisici come ad esempio la gravità, oppure il bisogno di riparazioni e varie altre piccole piacevolezze “umane” che negli ormai blasonati mainstream odierni, vengono (ahimé) saltati a pié pari. Oggi è tutto un mordi e fuggi, ed infatti chi è affezionato ai primi capitoli della saga (film), non avrà gradito del tutto gli ultimi episodi.
Certo, non dovrete aspettarvi una fantascienza asimoviana o vansiana, ma una sorta di fumettone ottimamente scritto e con qualche curiosità da nerd vero e proprio.

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Ho fatto fatica, molta fatica a trovare questo libro, ma alla fine lo ho scovato in una bancarella dell’usato del Lido degli Estensi alla modica cifra di 1 Euro! Sempre brillanti le bancarelle dei libri usati, sono veri e propri tesori di Urania per i collezionisti oppure semplici lettori come me! Sono riuscito a trovare anche “Terra bruciata ” di J.G. Ballard, ma questa sarà un’altra recensione.

Quindi che dire, consiglio di avvicinarsi a questa piccola trilogia? Da buon amante di Star Wars la risposta è certamente sì! Un libro avvincente, una storia che sta assolutamente in piedi, qualche pizzico di astrofisica ed umanità ed il gioco è fatto!

CURIOSITA’
Nel libro si menziona la guerra dei Cloni!
Vi sono alcune curiosità a riguardo del nostro Chewbacca!

Ora devo solo trovare il seguito…

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Brian Charles Daley

 

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The face di Jack Vance

Il Ciclo dei Principi Demoni
4° –  La faccia (the face) di Jack Vance (1979)

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“La faccia” di Jack Vance è il quarto e penultimo capitolo del ciclo dei Principi Demoni. Scritto nel lontano 1979 agli albori della tecnologia, questo libro continua l’epopea di Kirth Gersen, il nostro protagonista sempre animato dalla forza della vendetta per porre fine alla vita di chi ha distrutto l’intera sua famiglia.

ANALOGIE
In quest’ultimo periodo, ho avuto modo di vedere e sopratutto di apprezzare la serie tv su Netflix dal nome “Ray Donovan” e non ho potuto fare altro che notare l’analogia tra Ray e Kirth. Non so se lo stesso personaggio della serie tv sia stato ispirato a Kirth Gersen, ma quando si leggono i Principi Demoni, si associa Kirth Gersen all’immagine del tormentato Ray Donovan. Gli stessi anche se vissuti in contesti ed ere assai diverse, risultano essere molto simili per modo di pensare, scelte ed atteggiamenti. Leggere questo quarto capitolo mi ha confermato ancor più questo mio sentore. A mio avviso, il produttore o lo sceneggiatore o lo stesso Liev Schreiber, possono aver attinto a piene mani da questo personaggio.

IL LIBRO
Parto da questo assunto: leggere il quarto capitolo de “I Principi Demoni” è come vedere un’ottima e nuova serie TV. Ancora ad oggi infatti, Jack Vance riesce a riportare un libro di fantascienza alla più cruda realtà. Non pensate quindi di leggere un libro vecchio, buffo ed antiquato, ma aspettatevi un ciclo di libri basati crudelmente sulla cieca vendetta. In particolar modo questo “the face”, sembra dipingere un personaggio quasi svuotato, stanco capace di sistemare la sua vita solo dall’esterno, ma non al suo interno dove lo arde un fuoco amaro capace di consumarlo. Se volete tutto questo, iniziate dal primo e leggeteveli tutti. Per quanto mi riguarda, mi manca solo l’ultimo quinto ed ultimo capitolo che inizierò prossimamente, dal nome: “il libro dei sogni” scritto nel 1981.

Lo raccomando a chi ama la fantascienza ed i personaggi duri, malinconici e soli, terribilmente soli.

La recensione del primo capitolo la trovate qui.
La recensione del secondo capitolo la trovate qui.
La recensione del terzo capitolo la trovate qui.

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Jack Vance

Neanche gli Dei di Isaac Asimov

Scritto nel 1972 e vincitore del premio Nebula e premio Hugo, “Neanche gli Dei” è una pietra miliare della produzione fantascientifica di Asimov. Considerato dallo stesso il suo romanzo preferito, porta nel titolo una grande citazione:

contro la stupidità neanche gli Dei possono nulla” di  Friedrich Schiller (1759 – 1805).

Il libro è diviso in tre parti principali, originalmente pubblicate come tre storie consecutive. La storia principale è una cospirazione da parte di alieni che abitano un Universo parallelo con leggi fisiche diverse da quelle note, con l’intento di ottenere energia trasformando il nostro sole in una supernova. I titoli delle tre parti formano, tutti insieme, una frase unica. Esse sono le seguenti:

  1. contro la stupidità
  2. neanche gli Dei
  3. possono nulla

Scritto in modo semplice ed elegante, scorre piacevolmente in un crescendo di intrecci tra le varie storie e le varie realtà. Ciò che colpisce maggiormente all’interno del libro è l’eterna lotta tra il bene ed il male al di la della scienza e della tecnologia che accomuna i due para universi così distanti e diversi tra loro. Troverete un romanzo fantascientifico innovativo anche oggi, capace di grandi temi. Un libro semplice ma profondo. Un libro da leggere assolutamente.

Grazie Asimov.

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Isaac Asimov

Il diario: un destino già scritto di Gabriele Missaglia

“Il diario: un destino già scritto” è un libro propostomi direttamente dall’autore Gabriele Missaglia che ringrazio per la presa in considerazione e per lo scambio di simpatiche email intercorse durante la lettura. Solitamente questo non è il genere di libri che prediligo leggere, ma la curiosità era grande al punto che per qualche sera, ho accantonato provvisoriamente un’altra lettura, per concedermi questo breve excursus.

“Il diario”, è un romanzo che si lascia leggere piacevolmente in pochi giorni, lasciando poco spazio alla noia. Ambientato in una Londra dei nostri giorni, Andrew, questo il nome del protagonista, è un giovane e talentuoso broker di successo di un’antica casata nobiliare che assieme alla moglie Phoebe, intrecceranno il loro destino a Finn, amico drammaturgo di lei.

La storia inizia in sordina, con descrizioni per gusto personale, troppo “rosa”. Il susseguirsi degli eventi porterà ad aumentare lo stato di tensione del romanzo costantemente fino al gran finale. Lo sviluppo della storia è originale e bello anche se personalmente avrei tolto qualche paragrafo che invece piacerà moltissimo al gentil sesso. Sopratutto all’inizio alcuni paragrafi risultano troppo melensi e forse scontati (parere maschile e molto personale) e se non fosse stato per la recensione, avrei probabilmente abbandonato la lettura. Lo so lo so, abbandono parecchi libri che non mi piacciono all’inizio, ma non mi va di perdere tempo. Bene: qui mi sarei sbagliato.

Il libro però mi è piaciuto, la storia è originale, forse un po’ allungata nella prima parte, ma ben ambientata e descritta nei particolari. Lo sviluppo dei personaggi è ben curato nel dettaglio e mi è piaciuto molto. La cosa che mi ha sorpreso maggiormente è il modo di scrivere. Bello da leggere, fluente e sempre molto rappresentativo (almeno all’interno della mia mente). I luoghi, i dialoghi i pensieri, formavano sempre ottime rappresentazioni, cosa per nulla scontata.

Come definire però il genere letterario? Difficile dirlo. Il libro è ricco di mistero, parrebbe e forse lo è, essere un gran thriller, ma anche ed in alcuni frangenti quasi un fantasy o uno psicodramma. Insomma, ho trovato una molteplicità di sfacettature abilmente intrecciate tra di loro capaci di renderlo.. originale! La storia scorre veloce dopo il primo terzo del libro, attraverso una scrittura ben articolata e forbita. Se questo è l’esordio, chissà quale idea potrebbe nascere prossimamente.

PRO:
– romanzo scritto molto molto bene e con pochissimi refusi;
– storia originale difficilmente catalogabile;
– lettura in crescendo dall’inizio alla fine;

CONTRO:
– in alcuni punti sopratutto all’inizio troppo “romanzo rosa”;
– avrei sforbiciato qualche paragrafo non utile alla narrazione;

LO CONSIGLIO?
Se volete provare un buon romanzo e dare credito ad uno scrittore emergente, questo è quello che fa per Voi. Consigliato.

Il libro lo potete trovare qui.

Autore: Bruno M.

Il Torto di Andrea Venturo

Il Torto (Le Cronache di Tharamys Vol.1)
Andrea Venturo questo il nome dell’autore, ci porta un libro fantasy tanto stretto e compatto, quanto veloce. Ci presenta il suo mondo, la sua storia, i suoi personaggi e lo fa in modo assolutamente originale, giocando con il tempo storico ed i tempi di una narrativa diretta ed efficace. Anche se autoconclusivo, il libro è una promessa sicura, come lui stesso scrive all’interno del suo blog, ad un seguito che ora attendiamo con grande interesse.

Il Torto della torta è la storia di Conrad, un bambino semplice vivace ed intelligente, capace di ragionare e prendere decisioni importanti in poco tempo.  Il libro gioca molto con i tempi trasportando il lettore da un’epoca ad un’altra ed anche attraverso una narrativa scritta e voluta al presente che francamente mi ha colpito molto. Pochi sono infatti gli scrittori in grado di scrivere al presente e questo ha reso il racconto serrato e conciso e molto originale nella sua lettura.
Il libro anche se corto contiene tutti i crismi di un romanzo fantasy, con personaggi, maghi, nani, elfi, guerrieri, orchi ed un bambino. Insomma la creazione del mondo sta bene, come anche le descrizioni geografiche che molto ho apprezzato.

Ma allora perché ho messo 4 stelle?
Per il semplice motivo che appena il libro ingrana.. è finito! Un vero peccato che mi ha lasciato così, con nulla in mano ed in attesa del prossimo capitolo.

PRO:
– romanzo scritto al presente;
– tutti i canoni del mondo fantasy rispettati;
– ottimo il modo di scrivere e descrivere;

CONTRO:
– corto. Autoconclusivo ma che lascia il vuoto alla fine;

LA CONSIGLIO?
Assolutamente. Troverete Conrad e molto di più. Ma preparatevi a rimanerci male, quando risulterà… già finito!

Il libro lo potete trovare qui.

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Andrea Venturo

Le Sentinelle del Patto di Lorenzo Corti

Lorenzo Corti,
questo il nome del nostro giovane autore italiano, qui al suo esordio.
Corti ha deciso coraggiosamente di autoprodursi attraverso Amazon, una nuova piattaforma nata da pochi anni che garantisce, a chi intenda cimentarsi nel ruolo di scrittore, spazio e possibilità di pubblicazione. Questo è uno dei motivi al di la di tutto che mi ha spinto a leggere prima ed a dare poi, questo mio piccolo contributo.

“Le Sentinelle del Patto” (La Guerra dei Continenti Vol. 1) è il primo capitolo di una trilogia fantasy ambientata in un mondo fantastico completamente ideato e creato da Corti. Luoghi, etimologia, lingue, razze, politica e tutto quello che rende questo mondo vero, è stato meticolosamente studiato ed armoniosamente legato al fine di renderlo vero e tangibile.

L’aspetto a mio avviso più interessante all’interno di questo mondo è la magia oltre allo studio di tutta l’etimologia (ottimamente realizzato). Per la prima volta infatti assistiamo ad un qualcosa di straordinario ed anche innovativo per la letteratura fantasy: la magia si tramuta in tecnologia con annessi e connessi di derivazione scientifica (attraverso lo studio del meteorferro).
Ci troviamo quindi innanzi ad una trasposizione in chiave moderna di un libro fantasy. Corti porta così ad un livello più alto e solido la propria storia, di fatto rapportando il mondo fantasy al mondo reale e rendendolo così, verosimile. Straordinaria l’idea dell’autore.

Per quanto riguarda la storia, di fatto il libro è diviso in due parti.
La prima introduce il lettore all’interno del suo mondo, l’Uleran, dove rimarrà estasiato per vastità e varietà del suo creato, reso “vivo” da paesaggi, personaggi, fatti e tradizioni millenarie. Questo mondo “vive” di vita propria, ha nomi particolarissimi ed è dipinto come in un acquerello, ricco di colore e fascino.
La seconda metà del libro è sviluppata in modo completamente nuovo innanzi al lettore, risultando molto dinamica ed avventurosa, scatenata da un fatto insolito ed inimmaginabile fino a pochi istanti prima. I personaggi si delineano nel corso degli eventi, raggiungendo una vera e propria caratterizzazione e connotazione all’interno della storia.
Il ritmo cresce inesorabilmente e l’autore è abile nel trasportarci da un capitolo all’altro, passando da una all’altra fazione rivale, in un crescendo di battaglie e scontri epici capaci di trainare la storia ad un ritmo incessante. Quello che forse mi ha in qualche modo confuso, sono stati alcuni capitoli che per scelta narrativa, Corti disancora e delocalizza per imprimere una secca accelerazione. Così facendo, ho avuto qualche momento di sbandamento non capendo più chi, dove e perché. Tranquilli però: questi capitoli sono scelti, voluti e cercati.
Il finale non vi deluderà ed anzi, vi lascerà con la voglia di andare avanti. Molti, ma che dico moltissimi, sono gli spunti per gli approfondimenti futuri che l’autore lascia aperti per il suo proseguo. Vediamo ora se una buona parte di questi, verrà utilizzata e sviluppata.

La scrittura di Corti l’ho trovata fresca, scorrevole ma anche piacevolmente serrata, nonostante le bellissime descrizioni del suo mondo. Trovo che abbia trovato il giusto mix per rendere avvincente e veloce la storia, senza tralasciare la descrizione del suo mondo. La lettura scorre infatti veloce e stimola il suo proseguo capitolo per capitolo, proprio come una moderna serie televisiva. La vera forza di questo autore, sta poi nello studio della scrittura. Molti sono i particolari che mi hanno lasciato piacevolmente sorpreso in tal senso e che lascerò a vostra lettura e giudizio.

Quando gli autori sono capaci ed hanno una fervida fantasia, ne escono piccole e grandi perle rare. Questo libro è una piccola perla, leggetelo.

PS: un consiglio per i NON lettori fantasy? Carta e penna per segnarsi i nomi dei vari personaggi. E’ vero che in fondo al libro è presente il glossario, ma all’inizio è d’obbligo riconoscere i personaggi in modo semplice e veloce.

Il libro lo potete trovare qui.
Consigliato.

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Lorenzo Corti

Milano da morire di A. Serra e G. Di Sorte

Milano, primi anni ’70.
Una città metropolitana grigia ma ipnotica dove benessere, malavita organizzata, sesso e droga, germogliano a velocità sempre crescenti. E’ proprio qui che viene assegnato il neo commissario Achille Rocchi (Franco) romano e da poco trasferitosi, a dirigere la Squadra Mobile in questo affascinante compito. Franco intraprende assieme ai suoi fidi colleghi una caccia spietata al killer che ha assassinato il noto imprenditore di Night (pulito e non associato alla mala), Marco Cavalli.

Questo libro mi è stato regalato da Alessia che ringrazio ed abbraccio per questo. Libro veloce, scorrevole che ho letteralmente divorato in soli due giorni. Non sono solito leggere polizieschi ma in questo caso per me era diverso. Già, perché Alessia vive Milano, vive il suo reparto in Polizia ed ha pensato di rendermi in qualche modo partecipe del suo mondo e la ringrazio (non sai quanto Ale) per questo. I libri “mirati” sono sempre i più belli, perché in qualche modo personali.

Tirando le somme, posso dirvi che è un bel romanzo, relativamente breve, molto scorrevole ed appassionante. Non troverete colpi di scena, ma una storia criminale ben ambientata e realizzata. Scritto a quattro mani da Achille Serra (ex prefetto di Ancona, Palermo, Firenze e Roma, nonché Senatore dell’Unione di Centro) e amico Giovanni Di Sorte quale giornalista, vi catapulterà agli inizi degli anni ’70 in una città in gran fermento, dopo i grandi disordini avvenuti nel ’68.

Il libro lo potete trovare qui.
Consigliato.

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Achille Serra e Giovanni Di Sorte